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L'unica città che fu capitale di due imperi senza mai cambiare posto

Istanbul

L'unica città che fu capitale di due imperi senza mai cambiare posto

Bisanzio, Costantinopoli e Istanbul sono la stessa città sotto tre nomi ufficiali diversi: capitale di due imperi senza mai spostarsi di un metro.

Bisanzio, la colonia greca che diede inizio a tutto

La storia ufficiale inizia verso il 667 a.C., quando un gruppo di coloni greci di Megara attraversa il Bosforo guidato da un colono di nome Byzas. La leggenda racconta che prima di partire consultarono l'oracolo di Delfi, che raccomandò loro di fondare la città «di fronte alla terra dei ciechi» — un indizio che acquistò senso solo all'arrivo: alcuni coloni precedenti avevano fondato Calcedonia sulla sponda opposta, ignorando una posizione molto migliore a un passo di distanza. Byzas si prese quel sito migliore e gli diede il proprio nome: Bisanzio.

Costantinopoli: il nome che nemmeno il suo fondatore voleva

Nell'anno 330, l'imperatore Costantino inaugura sulle rovine di Bisanzio la nuova capitale dell'Impero romano e la battezza, ufficialmente, «Nova Roma» — Nuova Roma. Il nome non attecchì mai: già mentre Costantino era in vita, tutti preferivano chiamarla «la città di Costantino» — Costantinopoli. Con questo nome non ufficiale ma universale, la città fu per oltre mille anni la capitale dell'Impero romano d'Oriente, quello che oggi conosciamo come Impero bizantino.

1453: cambia l'impero, non cambia la capitale

Il 29 maggio 1453, il sultano ottomano Mehmed II conquista Costantinopoli e pone fine a oltre mille anni di continuità bizantina. L'insolito non è la conquista, ma ciò che Mehmed decide di fare dopo: invece di costruire una nuova capitale altrove, come avrebbe fatto quasi ogni altro conquistatore, tiene la stessa città. Costantinopoli diventa, senza spostarsi di un metro, la capitale dell'Impero ottomano. Nessun altro luogo al mondo fu sede di due imperi così diversi, uno dopo l'altro, sullo stesso terreno.

Il nome che la strada usava già molto prima della carta

Per quasi cinque secoli di dominio ottomano, i documenti e le monete ufficiali continuano a usare «Kostantiniyye», una forma ottomana di Costantinopoli. Per strada, intanto, circola da generazioni un nome più corto e colloquiale: Istanbul. L'Impero ottomano si dissolve nel 1922 e la nuova Repubblica turca nasce nel 1923 con la capitale trasferita ad Ankara: per la prima volta dall'anno 330, la città smette di essere capitale di alcunché. Solo nel 1930, ormai priva di quel titolo, il governo di Atatürk formalizza quello che la strada diceva da generazioni: decreta che il nome ufficiale e unico diventi Istanbul.

Da dove viene «Istanbul»? La teoria più accreditata

La parola «İstanbul» ha generato diverse ipotesi. Una è un'etimologia popolare ottomana, «İslambol» («piena d'islam»), già registrata come nome corrente dal viaggiatore ottomano Evliya Çelebi nel XVII secolo — ma che la linguistica moderna non sostiene come vera origine della parola. La teoria con maggior consenso accademico punta in un'altra direzione, molto più antica e assai meno religiosa: deriverebbe dall'espressione greca medievale «eis tin polin» (εἰς τὴν πόλιν), che significa, semplicemente, «verso la città» o «alla città». Per i greci che vivevano intorno a Costantinopoli, questa era semplicemente «la Città» — non c'era bisogno di chiamarla in altro modo —, e quell'espressione così ripetuta si deformò sulla bocca dei parlanti turchi fino a diventare «İstanbul». Se l'ipotesi è corretta, il nome che oggi suona più turco dei tre è, alla radice, greco quanto la stessa Bisanzio.

Sultanahmet è il quartiere dove queste tre città si calpestano letteralmente l'una con l'altra: tracciato bizantino sotto il suolo, moschee ottomane sopra e il nome turco su ogni cartello stradale. Il serpente di Costantinopoli percorre a piedi questa sovrapposizione, tappa dopo tappa, negli stessi identici punti dove una capitale si trasformò nella successiva senza mai cambiare posto.