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Alfama sopravvisse al terremoto che cancellò mezza Lisbona: si nota ancora oggi

Lisbona

Alfama sopravvisse al terremoto che cancellò mezza Lisbona: si nota ancora oggi

Alfama deve il suo nome a dei bagni arabi, e il suo canto più celebre, il fado, a un'origine su cui gli storici ancora discutono senza essersi messi d'accordo.

Il quartiere che porta un bagno nel nome

Alfama è uno dei pochi quartieri di Lisbona che il terremoto del 1755 lasciò in piedi quasi come si trovava, e questo include qualcosa che non si vede a prima vista ma si spiega da sé: il suo nome non è portoghese. Viene dall'arabo al-hamma, «i bagni» o «le sorgenti termali». Lisbona fu sotto dominio islamico tra l'VIII secolo e il 1147, e fu in quel periodo che il quartiere ricevette il nome che conserva ancora oggi, per le sorgenti di acque minero-medicinali che sgorgano proprio qui, su una faglia geologica documentata nella stessa carta geologica di Lisbona. Tra il Seicento e l'Ottocento arrivarono a funzionare qui diversi stabilimenti termali con nome proprio — i Baños de Dona Clara, le Aguas do Duque — alimentati da quelle stesse sorgenti. Non fu un uso passeggero: quelle acque continuarono a essere sfruttate come bagni pubblici fino a ben dentro il Novecento, e per generazioni alimentarono i chafarizes — le fontane pubbliche del quartiere — che ancora oggi danno il nome a diverse strade di Alfama.

Una canzone senza atto di nascita

Il fado inizia a essere documentato a Lisbona verso gli anni 1820, cantato nelle taverne popolari dei quartieri lungo il fiume, Alfama tra questi. Ma a differenza del nome del quartiere, su di esso nessuno si è mai trovato d'accordo riguardo alla vera origine. Musicologi portoghesi e stranieri ne discutono da più di un secolo, e la disputa resta aperta ancora oggi: esistono almeno tre teorie serie sulla sua origine, e nessuna è riuscita a imporsi del tutto sulle altre.

La malinconia di chi partiva per mare

La teoria più antica è anche la più romantica: lo scrittore Pinto de Carvalho, nella sua História do Fado del 1903, lo colloca a bordo delle caravelle delle Scoperte, cantato da marinai che mettevano in versi la separazione e l'attesa. Alfama e la vicina Mouraria, i quartieri più prossimi al porto da cui partivano e a cui arrivavano quelle navi, sono proprio dove la tradizione colloca i primi a cantarlo già a terra.

L'impronta degli schiavi liberati

Buona parte degli storici portoghesi del fado sostiene un'altra ipotesi: che sia nato dai canti degli schiavi africani liberati, stabilitisi nei quartieri popolari di Lisbona all'inizio dell'Ottocento. Avrebbero portato con sé il lundum, un ballo-canzone di radice afrobrasiliana che già circolava tra Lisbona e Rio de Janeiro grazie all'intenso traffico marittimo tra i due porti.

Quello che la corte portò tornando dal Brasile

Una terza teoria guarda più in alto, alla stessa corte portoghese: alla fine del 1807 fuggì in blocco a Rio de Janeiro di fronte all'invasione napoleonica, e non tornò a Lisbona fino al 1821. Il musicologo britannico Rodney Gallop, tra i primi a studiare il fado in profondità, riportava negli anni Trenta che gli stessi cantori descrivevano i loro fados più antichi come «di origine brasiliana» — probabilmente per via della modinha, la canzone sentimentale che la corte portò con sé al ritorno.

Tre teorie, nessun vincitore

Oggi la maggior parte degli specialisti non cerca più un'unica origine: intende il fado come una mescolanza reale delle tre correnti — marinara, afrobrasiliana e cortigiana — fusa negli stessi quartieri rivieraschi tra il 1820 e il 1840, insieme ai canti rurali che gli stessi migranti interni portavano in città. Marinai, schiavi liberati e cortigiani esiliati sarebbero stati in disaccordo su quasi tutto, ma coincisero, senza saperlo, nella stessa manciata di strade.

Nessuna delle tre teorie sul fado si è imposta del tutto, ed è questa la parte più onesta di tutto il dibattito. Quello che invece resta in piedi sono le salite dove si cantarono quei primi fados e il nome arabo che il quartiere porta fin dalla Lisbona islamica: Gli echi di Alfama percorre entrambe le cose insieme, otto tappe nell'Alfama vera, non quella da cartolina.